Metodo antibrina: l’irrigazione per proteggere dalla gelate

Quando durante le notti invernali, ma sopratutto primaverili, le temperature scendono sotto lo 0°C viene utilizzato il metodo dell’irrigazione anti-brina. Le gelate tardive possono mettere a serio rischio le colture ma gli agricoltori adottano alcuni metodi per limitare i danni. Vediamo di cosa si tratta.

Il metodo dell’irrigazione anti-brina

Le gelate possono danneggiare le colture ed abbassare la loro redditività, provocando danni o morte di parti della pianta. Le gelate si hanno quando la temperatura dell’aria si abbassa sotto il punto di congelamento, ovvero sotto lo 0°C, provocando il congelamento dell’acqua contenuta nelle piante, e di conseguenza la rottura dei tessuti vegetali.
Anche il fenomeno della brina, che avviene nel tardo inverno e a inizio primavera, quando le piante passano dalla fase di riposo vegetativo a quella vegetativa e riproduttiva può causare danni alle colture.

Il metodo dell’irrigazione anti-brina consiste nel mantenimento della temperatura degli organi vegetali sugli 0°C, ricoprendoli con uno strato di ghiaccio in continua evoluzione. In questo modo vengono evitati i danni maggiori dato che la temperatura esterna è di alcuni gradi inferiore. Gli agricoltori in queste notti nebulizzano acqua grazie ad appositi irrigatori che simulano una precipitazione con intensità di circa 3 mm/h.
L’acqua, congelandosi, cede energia all’ambiente (calore latente di congelamento 80 cal/grammo di acqua) impedendo
l’ulteriore diminuzione della temperatura. L’irrigazione anti-brina può essere effettuata sopra e sotto chioma a seconda dell’intensità
della gelata e della coltura interessata. Per gelate molto intense solo l’irrigazione soprachioma risulta completamente affidabile, mentre è meno efficace in presenza di forte vento.

Altri metodi anti-gelate

Esistono tanti altri metodi per limitare i danni alle colture a causa delle gelate tardive.
Un esempio è quello dell’accensione dei falò: dei piccoli fuocherelli per riscaldare l’aria in prossimità delle piantagioni.

Aiuti dalla Regione Emilia-Romagna

La Regione Emilia-Romagna ha attivato una procedura semplificata online per la segnalazione dei danni.

“Un’altra dura prova per il comparto ortofrutticolo dell’Emilia-Romagna già alle prese coi danni provocati dalla cimice asiatica e dall’emergenza Coronavirus. Siamo dispiaciuti per tutto quello che stanno attraversando i nostri agricoltori e imprenditori, ma voglio dire loro che non li lasciamo certo da soli. Siamo e saremo al loro fianco per affrontare tutti insieme e con tutti gli strumenti possibili, anche questa ulteriore criticità”.  Così l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, interviene sulle brinate e le gelate che la scorsa notte hanno interessato ampie zone dell’Emilia-Romagna.

“Già da questa mattina- prosegue l’assessore- ci siamo subito attivati per verificare l’impatto delle gelate tardive sulla produzione di frutta e verdura e per capire quali possibili meccanismi potremo mettere in campo a sostegno di un comparto fondamentale per l’intera regione. Attraverso Arpae abbiamo fatto una prima mappatura delle zone interessate dalle gelate che riguardano in maniera diffusa tutta la pianura in cui si sono registrati valori inferiori a -5°. Al momento- chiude Mammi– è ancora prematuro fare una stima precisa dei danni ed è bene seguire il sistema di allerta di Arpae per attivare, laddove presenti, sistemi di prevenzione e tutela dei frutteti perché l’influsso di aria fredda continuerà anche nei prossimi giorni, seppure con punte meno estreme nelle minime”.

Intanto è già attiva una procedura semplificata e completamente online, che sostituisce pec ed email, per la segnalazione dei danni da avversità atmosferiche, collegandosi alle pagine: http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese e http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese/avvisi/2019/segnalazione-danni-avversita e compilando l’apposito modulo.