Si aggrava la siccità e cresce la preoccupazione per il cuneo salino

La siccità si aggrava in regione, con le precipitazioni delle ultime settimane che non sono risultate in grado di ridurre il deficit presente ormai da tempo. Inoltre cresce la preoccupazione per la risalita del cuneo salino nel Po.

Permane un importante deficit di precipitazioni in Emilia-Romagna, con le piogge delle prime due decadi di giugno assolutamente insufficienti per produrre un minimo miglioramento.

Dal 1° ottobre 2021 al 10 giugno 2022 (anno idrologico) i valori medi regionali di precipitazione cumulata risultano sempre inferiori alle attese climatiche 1991-2020, con uno scostamento di circa -200 mm (circa -29 % rispetto al clima 1991-2020).

Il bilancio idroclimatico presenta valori simili a quelli che si registrano in pieno agosto,  tra i più bassi degli ultimi 20 anni.

L’acqua disponibile nei terreni rimane in generale molto inferiore alla norma, con solo qualche momentaneo miglioramento nelle aree di pianura centro-orientale, interessate dai recenti fenomeni temporaleschi.

Le precipitazioni della prima decade, a prevalente carattere temporalesco, hanno interessato l’area appenninica centro-occidentale e le pianure orientali, con apporti tra 10 e 30 mm, localmente superiori.

Criticità nei corsi d’acqua, preoccupazione per la risalita del cuneo salino sul Po

La ridotta portata dei fiumi come conseguenza delle scarse precipitazioni, non fa altro che aumentare la preoccupazione in merito alla risalita del cuneo salino.

Questo fenomeno accade poiché l’acqua di mare, più densa rispetto a quella dolce, tende a infiltrarsi nel terreno, risalendo il fiume dalla foce e potendo arrivare ad intaccare le falde e causare danni importanti all’agricoltura.

In regione i corsi d’acqua presentano ovunque un andamento stabile o in decrescita.

Per quanto riguarda le previsioni meteo, non si vedono precipitazioni consistenti nel prossimo periodo, e in ogni caso non è dalla stagione estiva che si possono ”pretendere” piogge diffuse. Infatti la fenomenologia, a prevalente carattere temporalesco, risulta perlopiù irregolare, per quanto localmente intensa e quindi, per contro, causare ulteriori danni dovuti alla grandine.

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