Clima: il 2018 in Emilia Romagna, vediamo i dati del rapporto Arpae

L’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna (Arpae) ha stilato un rapporto climatico per l’anno 2018 nella nostra regione, di cui di seguito vi faremo una sintesi per cogliere i punti salienti e significavi.

Le temperature

Partiamo ,come di consueto, ad analizzare le anomalie di temperature annuali. La temperatura media dell’Emilia Romagna del 2018 è stata di 13,5° con un’anomalia di +1,7° rispetto alla media di riferimento 1961-1990.  Questo valore è stato uno dei più alti della serie classificandosi come il 3° anno più caldo dopo 2014 e 2015. Ricordiamo che il 2018 a livello nazionale è stato il più caldo di sempre.

Le temperature minime hanno fatto registrare un’anomalia di +1,3° classificandosi al 2° posto fra le più calde della serie storica. Le temperature massime hanno fatto registrare un’anomalia di circa .

E’ da segnalare il record assoluto di temperatura più elevata per il mese di Ottobre registrato il 24 Ottobre nel Parmense con un valore di +31° in una giornata di foehn alpino.

Dal punto di vista delle temperature, quindi, si riconferma il trend di rapida crescita iniziato specialmente a partire dagli anni ’80.  Il riscaldamento globale non è uniforme in tutto il pianeta e l’area della nostra regione è una di quelle in cui l’aumento delle temperature procedete con grande ritmo.

Precipitazioni

Il valore medio delle precipitazioni sulla regione è stato di 900mm con un lieve deficit rispetto alla norma di -10mm. Tuttavia le precipitazioni sono state irregolarmente distribuite con aree di deficit di -120mm e aree di surplus fino a 150mm

Le precipitazioni nel complesso sono quindi risultate nella norma e anche sul periodo 1961-2018 non si notano trend allarmanti, ma solo una lieve tendenza alla diminuzione.

Dal punto di vista delle precipitazioni è significativo anche il dato dei giorni piovosi. Sulla nostra regione nel 2018 oscillano dai 70 della pianura ai 150 dell’Appennino. Rispetto alla media ci sono stati più giorni piovosi , specialmente in Appennino dove si riscontrano anomalie di +40 giorni, mentre in pianura si registrano anche deboli anomalie negative di -5 giorni (immagine a sinistra)

Nel complesso, quindi, si sono registrati 24 giorni piovosi in più rispetto alla media e lo storico dei giorni piovosi dal 1961 non mostra trend significativi se non un leggerissimo calo (immagine a destra).

Questo dato è importante perché ci permette di dire che , a differenza di quanto avviene per le temperature, la nostra regione non risente (al momento) particolarmente del cambiamento climatico in termini di precipitazioni annue ed eventi di precipitazione estremi.

Giorni di gelo, giorni caldi e notti tropicali

I giorni di gelo (temperatura minima minore di 0°) sono stati inferiori alla norma su quasi tutta la regione. Lo storico iniziato nel 1961 mostra un trend negativo di questo dato, specialmente dagli anni ’90.

I giorni caldi (temperatura massima sopra i 30°) sono risultati superiori alla media su quasi tutta la regione. Lo storico mostra un forte trend di crescita a partire dagli anni ’80.

Le notti tropicali (temperature minime superiori ai 20°) sono state superiori alla norma specialmente lungo la costa e nei centri urbani dove si sono toccante anomalie anche di +30 giorni. Da notare che i picchi di anomalia nei centri urbani sono attribuibili al problema dell’isola di calore. Questo aspetto necessita di particolare attenzione dal momento che la percentuale di popolazione che abita in aree urbane è in crescita.

Il trend della notti tropicali, insieme a quelli dei giorni caldi, è il più preoccupante con un forte trend iniziato negli anni ’80 e peggiorato negli anni 2000.

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