Il Nevone del Febbraio 2012

E’ già passato alla storia come uno degli eventi meteorologici più estremi ed eccezionali del 21° secolo in Emilia-Romagna: la grande nevicata che interessò tutta la regione durante la prima decade del mese di Febbraio dell’anno 2012 fu così diffusa ed intensa tanto da poterle conferire a buon diritto l’epiteto di “Nevone”.

Evento eccezionale in un Inverno…anonimo

L’Inverno meteorologico 2011/2012 viene per forza di cose ricordato dai più per la grande nevicata dei primi 11 giorni di Febbraio: ma nell’arco dell’intero trimestre il bilancio climatico di quell’Inverno è fortemente contrassegnato da anomalie di temperatura e di geopotenziale positive per buona parte d’Europa.
Il mese di Dicembre vide sull’Italia la presenza più o meno costante dell’Anticiclone delle Azzorre, che poneva i suoi massimi sull’Europa centro-occidentale, bloccando di fatto il tipico flusso Atlantico da ovest verso est e rendendo così il tempo stabile ed il clima piuttosto secco.
Anche il mese di Gennaio fu contraddistinto da condizioni meteorologiche e climatiche anomale per il periodo: tempo stabile con assenza di piogge e di perturbazioni atlantiche in grado di apportare ingenti accumuli nevosi su Alpi ed Appennini, clima mite, fatta eccezione per veloci discese di aria fredda artico-marittima fra prima e seconda decade.

Emisferica dell’1 Febbraio 2012

Il canovaccio dell’Inverno cambiò proprio verso la fine della terza decade di Gennaio, quando la formazione dell’Anticiclone russo-siberiano e la seguente elevazione dell’Alta Pressione delle Azzorre in Atlantico verso latitudini sempre più elevate favorì la presenza di un solido blocco alto-pressorio. Tale unione fra due figure di Alta Pressione, noto in gergo meteorologico come “Ponte di Weikoff”, non solo impediva alle correnti atlantiche di raggiungere il bacino del Mediterraneo, bensì consentiva a masse d’aria gelida di estrazione continentale di completare la loro azione retrograda da est verso ovest, dalla Siberia fino ai Balcani e allo Stivale.

La cronistoria della nevicata

Il “Nevone” del Febbraio 2012 assume la caratteristica di eccezionalità per un motivo ben preciso: non si trattò di una singola ondata di neve e gelo della durata di pochi giorni, bensì fu caratterizzato dal susseguirsi di diverse incursioni di masse d’aria continentali e di altrettante perturbazioni con nevicate copiose associate.
Si potrebbe infatti suddividere l’evento del Febbraio 2012 in tre ondate principali:

Accumuli dal 31 Gennaio al 12 Febbraio a Cesena

 

 

1)  31 Gennaio-1 Febbraio: un profondo minimo di bassa pressione si forma, già nella seconda parte del 31, sul Mar Ligure all’altezza dell’Isola d’Elba (in gergo si definirebbe un “Elba low”) e trasla fra la notte e la mattinata dell’1 verso il Mar Tirreno centrale, concentrandosi sul Lazio.
Fra la tarda mattinata ed il primo pomeriggio del 31 Gennaio inizia a nevicare, fin da subito con accumulo per la temperatura al di sotto dello zero, su buona parte dell’Emilia, mentre dalla metà del pomeriggio è la volta della Romagna. L’approfondimento del centro di bassa pressione fra sera e notte determina nevicate copiose su Romagna ed Est Emilia fino in pianura, con pioggia sulle coste per l’effetto di mitigazione del mare sul quale soffiavano forti venti di Bora. Nevicò per tutta la successiva mattinata dell’1, e per parte del pomeriggio, sulle pianure centro-orientali, con fiocchi bianchi che raggiungevano ora anche le coste. A fine giornata l’accumulo nevoso superava già il mezzo metro sulle pianure romagnole, con punte fino ad 1 metro nell’entroterra. Ingenti cumulati di neve anche in Emilia, specie fra bolognese e modenese.

2)  3-4 Febbraio: se il giorno 2 e la prima parte del giorno 3 residue nevicate si limitano ad interessare la Romagna, con tempo asciutto ma clima gelido in Emilia, una nuova perturbazione è pronta a risalire dal medio-basso versante tirrenico, portando nuove nevicate anche abbondanti su Romagna e bolognese.
La fase “clou” di questo secondo peggioramento nevoso viene raggiunta fra la sera del 3 e la mattina del 4 Febbraio: la bassa pressione posta sulle regioni tirreniche centro-meridionali richiama sia aria umida da sud-ovest sia aria molto fredda da est, generando le condizioni ideali per nevicate fino in pianura e sulle coste. Si accumulano 20 cm di neve fresca fra Rimini, Cesena e Forlì, con spessore ben superiore su colline ed entroterra: discreti accumuli anche su Ravenna e Bologna, più asciutto sul resto della regione.

3)  10-11 Febbraio: giornate di ghiaccio, con temperature minime e massime al di sotto dello zero, contraddistinguono le condizioni meteorologiche dal giorno 5 al giorno 9 del mese, con rovesci nevosi a carattere sparso fra riminese, forlivese e ravennate per l’effetto della ritornante in seno al profondo minimo depressionario fra il basso versante Adriatico ed il Mar Ionio. Nevica ad intermittenza anche lungo l’Appennino emiliano, mentre il tempo si conserva pressochè stabile sulle pianure emiliane e nel ferrarese.
Una nuova ondata di gelo e neve è però alle porte: la rinnovata elevazione verso le latitudini settentrionali dell’Anticiclone delle Azzorre favorisce l’azione retrograda di una frazione del lobo russo-siberiano del Vortice Polare, che si muove da est verso ovest e nell’arco di appena 24-36 h percorre un lungo tragitto dagli Urali ai Balcani, affacciandosi alle regioni adriatiche italiane nelle prime ore di Venerdì 10 Febbraio.
Il contrasto termico fra l’aria gelida in afflusso da est e le acque superficiali del Mar Mediterraneo, piuttosto miti, determina la veloce formazione di un minimo depressionario sul Mar Ligure il quale, nelle 24 ore successive, trasla dapprima verso il Tirreno centrale ed infine giunge a posizionarsi sul medio Adriatico.

Gli effetti sulla nostra regione sono visibili già dalla mattinata di Venerdì 10: inizia a nevicare su gran parte del territorio. I fiocchi bianchi sono accompagnati da violente raffiche di vento da Nord-Nord Est, tanto che la memoria storica di alcuni meteo-appassionati porta a denominare quella nevicata come un vero e proprio “blizzard”. L’intensità della neve aumenta fra il pomeriggio e la sera del giorno 10: precipitazioni nevose copiose su Romagna ed Emilia interna, più deboli sulle pianure emiliane.
Continua a nevicare per tutta la giornata di Sabato 11 Febbraio: nevicate copiose ed incessanti sulla Romagna, con accumuli compresi fra 50 cm e 100 cm dalle pianure ai rilievi. Neve moderata anche su bolognese e modenese così come sulla fascia pedemontana del reggiano e del parmense.
L’evento di neve e gelo del Febbraio 2012 si conclude infine con residue nevicate, di moderata intensità, fra la notte e la mattinata di Domenica 12 Febbraio sulla Romagna e fra bolognese e modenese, con cessazione totale dei fenomeni entro sera.

Non solo neve: gelo intenso!

Le t.minime al risveglio il 6 Febbraio

Il continuo afflusso di aria polare e la presenza di neve al suolo su tutto il territorio regionale determinò un crollo verticale delle temperature nel periodo temporale compreso fra l’1 ed il 12 Febbraio: la colonnina di mercurio scese nettamente al di sotto dello zero dall’Emilia alla Romagna, con picchi negativi di temperatura minima che in talune situazioni fecero registrare persino dei record storici per il mese di Febbraio.
Il gelo fu più intenso in Emilia poichè i cieli spesso si presentarono sereni e l’escursione termica notturna, accentuata dall’effetto albedo, più incisiva sulle aree di bassa pianura ed in Appennino: estremi termici negativi fino a -16°/-18° sulla bassa pianura modenese, fino a -15° su bassa bolognese e pianura ferrarese, minime diffusamente comprese fra -11° e -14° sulle aree di pianura reggiane, parmensi e piacentine.
Il clima fu molto freddo anche in Romagna, con i termometri che al risveglio facevano registrare picchi negativi fino a -10° sulle pianure interne e sino a -8°/-9° lungo le coste.

Gli accumuli del Febbraio 2012

L’aggettivo “storica” mai fu più adeguato per descrivere la grande nevicata del Febbraio 2012: dodici giorni di neve alternata a pause asciutte con temperature fortemente negative e gelo intenso. Ma quali sono stati gli accumuli totali occorsi in Emilia-Romagna dal 31 Gennaio, giorno in cui caddero i primi fiocchi bianchi, al 12 Febbraio, giornata conclusiva della nevicata?

Accumuli nevosi totali dal 31 Gennaio al 13 Febbraio Fonte Marco Pifferetti

 

Facciamo innanzitutto una considerazione: nell’arco di 12 giorni caddero quantitativi di neve che solitamente, seguendo le medie nivometriche locali, dovrebbero registrarsi nell’arco di 4-5 Inverni: già questo dato rende espressamente l’idea della portata che ebbe il “Nevone” del Febbraio 2012 sul nostro territorio.
Gli accumuli di neve totali sono paragonabili a quelli registrati nel corso delle più eccezionali ondate di gelo e neve del 20-esimo secolo: Febbraio 2012 tiene il passo ad inverni storici come quello del 1929, del 1956 e del 1985.

E’ curioso osservare, per pura statistica e casualità, la distanza che intercorre fra le nevicate storiche che hanno colpito lo Stivale negli ultimi cent’anni: 1929, 1956, 1985, 2012. Mediamente un’ondata di gelo e neve dai connotati storici ogni 30 anni.

Riavvolgiamo ora il nastro e diamo uno sguardo più nel dettaglio agli accumuli di neve registrati nelle principali città emiliano-romagnole durante le tre ondate di neve e gelo occorse nella prima decade di Febbraio:

Accumuli nevosi totali dal 31 Gennaio al 13 Febbraio

  • la città di Cesena è al primo posto della classifica con 195 cm totali, di cui almeno 150 cm caduti fra il 31 e l’1 e fra il 10 e l’11 del mese;
  • la città di Forlì si attesta al secondo posto con 160 cm totali;
  • segue al terzo posto Ravenna con ben 101 cm di neve.
  • fra le altre città, Bologna sfiora il metro di neve e si ferma a quote 96 cm, seguono Rimini con 76 cm, Modena con 74 cm, Reggio Emilia con 60 cm. Le tre città meno nevose delle regione risultano essere, in sequenza, Piacenza con 40 cm, Parma con 35 cm ed infine Ferrara con 34 cm.

In assoluto le località ad aver registrato l’accumulo nevoso più ingente sono quelle collinari ed appenniniche di Romagna ed Est Emilia: 306 cm di neve a Novafeltria (RN), 281 cm a Sarsina (FC), 253 cm a Santa Sofia (FC) e 186 cm a Monzuno (BO).

Il criterio di misurazione dell’accumulo totale è svolto seguendo determinati criteri: si quantifica l’accumulo di neve fresca giorno per giorno su di una tavoletta di legno che alla mezzanotte viene ripulita per poter permettere alla nuova neve della giornata seguente di posarsi. Si intuisce quindi una differenza di fondo fra accumulo massimo registrato durante una nevicata ed accumulo nivometrico totale: il primo indica lo spessore massimo raggiunto dal manto nevoso, il secondo la somma dei contributi nevosi di ogni giorno in cui è nevicato.

Reportage: foto e video di una nevicata storica

Concludiamo il racconto della grande nevicata del Febbraio 2012 con una raccolta di fotografie e video realizzati in quei giorni nei quali l’apoteosi bianca che colpì l’Emilia-Romagna bloccò i trasporti e le attività quotidiane, creando anche numerosi disagi, ma d’altro canto permise ad ognuno di noi di ammirare con impotenza e rispetto la forza della Natura in una delle sue massime espressioni: la neve.