Disastri naturali: costano 20 volte in più rispetto 50 anni fa

Una ricerca congiunta tra l’Italia e gli Stati Uniti evidenzia come il costo dei danni provocati dai disastri naturali sia aumentato di 20 volte rispetto 50 anni fa. 

Dato assolutamente preoccupante quello relativo all’aumento dei costi relativi ai danni provocati dai disastri naturali. Una ricerca congiunta tra la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Dipartimento di Eccellenza EMbeDS (Economics and Management in the era of Data Science) di Milano e Pennsylvania State University, ha mostra come essi siano aumentati di 20 volte rispetto a 50 anni fa.

Son stati presi in esame i disastri naturali avvenuti sul nostro Pianeta tra gli anni 60 e il 2014 e il risultato dello studio deve senz’altro far riflettere.

I dati partono da stime monetarie ma facendo comparazioni nel tempo e nello spazio è necessario capire quanto di questo aumento sia dovuto al fatto che oggi gli edifici sono più numerosi e relativo al valore dei beni“, afferma Marco Coronese, autore della ricerca condotta insieme a Francesco Lamperti, Francesca Chiaromonte e Andrea Roventini.

“Se prendiamo come riferimento il 1970 e il 2010, i dati – rileva Coronese – mostrano che l’impatto economico di un disastro particolarmente nefasto (tra l’1% dei più dannosi) è aumentato di circa 20 volte. Per essere più concreti, un singolo evento di questa portata nel 1970 causava circa 500 milioni di dollari di danni, mentre nel 2010 le perdite erano già salite a 10 miliardi di dollari.”

Cambiamento climatico ed altri fattori

È fin troppo semplicistico attribuire la “colpa” al cambiamento climatico. È necessario allargare lo sguardo, rispolverando una tematica che, a mio avviso, risulta meno affrontata del dovuto nel quotidiano. Parliamo di tutela del territorio e dissesto idrogeologico. 

L’aumento del costo dei danni è principalmente dovuto all’aumento della popolazione rispetto a 50 anni fa, nonché dal valore dei beni potenzialmente distruttibili. Tuttavia, pur tenendo conto di questo incremento, l’impatto economico risulta comunque raddoppiato. La stima è che ogni anno un evento catastrofico costi 26 milioni di dollari in più rispetto l’anno precedente, al netto degli aumenti di attribuibili all’evoluzione di reddito, popolazione e prezzi.

L’Europa rientra tra le aree che registrano l’aumento più significativo, insieme agli Stati Uniti, dove si è registrata una marcata crescita delle aree cementificate.

Il problema in queste aree non è solo correlabile a un aumento di frequenza dei fenomeni intensi o estremi, bensì alla necessità di investire marcatamente sulla tutela del territorio, per contrastare il dissesto idrogeologico. È questo un problema concreto e che deve essere affrontato, sia attraverso informazione e sensibilizzazione, sia attraverso azioni concrete sul territorio.

Dissesto idrogeologico e prevenzione

Il tempo meteorologico impatta sulle nostre vite tutti i giorni, o quasi. A causa del dissesto idrogeologico, del nostro territorio vulnerabile, dell’incuria dell’uomo. Ne abbiamo parlato spesso e continueremo a farlo. Tuttavia, la riflessione è d’obbligo: la persone hanno coscienza del rischio connesso al dissesto idrogeologico? Molto probabilmente no. Anzi, spesso si sottovaluta, Non si ha la percezione di ciò che potrebbe accadere. “Cosa vuoi che accada”, “Ma si non capiterà proprio qui”, sono solo alcune delle frasi che si sentono dire in presenza di criticità ponderatamente annunciate.

Solo che se vogliamo tentare di educare le persone, formarle, aiutarle a capire il rischio potenziale dovremmo dedicare ad esso la giusta importanza. Parlarne. Parlare del perché accadono certi fenomeni, e di come prevenire determinate conseguenze, di ridurne gli impatti sulle nostre vite.

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