Emilia-Romagna: quando Dicembre porta la neve sino in pianura

Il mese di Dicembre porta la neve fin sulla pianura della nostra regione e non è una rarità. Il freddo, per quanto rapido, evento di Santa Lucia 2019, non è stato il solo, molti altri si son registrati negli ultimi anni. Ecco alcuni episodi significativi.

La nevicata di Santa Lucia 2019 è in buona compagnia. Sono diversi infatti gli eventi freddi con neve fin sulle pianure registrati negli ultimi anni sulla nostra regione verso metà Dicembre.

Il colpo d’occhio cade chiaramente sul Dicembre 2018, con i ricordi “più freschi” di una nevicata che tra Domenica 16 e Lunedì 17 interessò gran parte dell’Emilia-Romagna. Gli accumuli più elevati si son registrati sulla fascia pedemontana emiliana, con oltre 10 cm di neve.

La neve di fine Dicembre 2014

Tornando indietro di qualche anno, approdiamo al 27 Dicembre 2014. Accumuli non particolarmente elevati sulla nostra regione per quanto riguarda le zone pianeggianti.

La neve dell’Immacolata 2012

Il 2012 sarà sicuramente ricordato per il nevone, tuttavia anche nei mesi finali si fece notare per neve sulla nostra regione. Tra il 7 e l’8 Dicembre difatti si registrarono nevicate che interessarono gran parte delle zone di pianura.

In linea generale, anche l’inverno 2012-2013 fu particolarmente nevoso: la nostra regione venne interessata specialmente nei mesi di Gennaio e Febbraio, con un ultimo “colpo” a metà Marzo sui settori occidentali, che portarono 20 cm di neve a Piacenza.

Dicembre 2010

Partì col “botto” il Dicembre 2010, con prime nevicate già lo stesso giorno 1, prima di arrivare all’evento nevoso più rilevante, quello del 14-17 Dicembre. 

Tra il 14 e il 16 Dicembre nevicate con accumuli rilevanti riguardarono la Romagna fin sulla costa, con circa una quarantina di centimetri a Rimini, fino a 10-20 in più invece scendendo verso il confine con le Marche.

Il tutto si è generato grazie alla discesa di aria più fredda da Nord-Est, che ha generato per ASES (Adriatic Sea Effect Snow) rovesci che dal mare han mosso verso la terraferma. L’ASES, dovuto principalmente allo scorrimento di aria fredda sulla superficie relativamente calda del mare, è spesso uno dei protagonisti quando si parla di neve sulla costa Romagnola. Inoltre a favorire ulteriormente la formazione dei rovesci nevosi, una convergenza tra la ventilazione da Nord-Ovest proveniente dalla pianura e quella da Nord-Est sul mare poco al largo della costa.

Ulteriori nevicate, seppur con accumulo più contenuto, han riguardato l’Emilia centro-orientale specialmente nella giornata del 17 Dicembre 2010.

Dicembre 2009

Chiudiamo questo approfondimento parlando del Dicembre 2009, che fece registrare nevicate diffuse specialmente tra il 18 e il 19 del mese.

Già nei giorni precedenti prime nevicate riguardarono alcuni settori della nostra regione, specialmente sulla Romagna, ma successivamente l’instabilità si estese a tutto il nostro territorio.

Fu un passaggio perturbato piuttosto intenso, con accumuli elevati specie tra area collinare ed appenninica, tuttavia la neve si presentò pressoché ovunque.

Alcuni accumuli rilevanti in pianura si riscontrarono a Parma e Piacenza, nonché a Bologna, con 25/30 cm di accumulo. Tuttavia l’evento fu segnato al suo termine, dal sopraggiungere di una nuova perturbazione, accompagnata però da correnti più miti. La combinazione tra le correnti miti in quota e il freddo presente negli strati più bassi, con neve ancora accumulata al suolo e temperature minime ampiamente sotto lo zero, determinò una situazione molto pericolosa.

La presenza di temperature positive in quota non permette alla precipitazione di cadere sotto forma di fiocco di neve. Tuttavia incontrando temperature negative o prossime allo zero, la goccia d’acqua congela immediatamente al suolo. Si tratta di un fenomeno pericoloso soprattutto per la viabilità (difatti sembra pioggia ma sulla strada si trova uno strato di ghiaccio spesso non percettibile alla vista).

Si precisa che “gelicidio” è un termine del vocabolario meteorologico e non un termine “inventato” (anche perché altrimenti non troverebbe posto su questo sito). La sua desinenza non ha alcun lato negativo (anche se qualcuno potrebbe pensarlo): la parola deriva dal latino “gelu”, ossia gelo+tema di “cadĕre”, riferendosi infatti alla caduta di pioggia che gela.

Esso fu registrato principalmente sui settori orientali dell’Emilia-Romagna, con molti feriti, tantissimi interventi dei soccorritori e, purtroppo, anche 3 vittime.

Si ringrazia Marco Pifferetti per l’accurato lavoro di archiviazione che continua a svolgere nel corso degli anni.

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