Il gelicidio: scopriamo perché è pericoloso

Il gelicidio è senz’altro uno dei fenomeni meteorologici più pericolosi: un sottile strato di ghiaccio che si forma quando le precipitazioni piovose toccano superfici la cui temperatura risulta inferiore a zero. Conosciamo meglio questo fenomeno e impariamo come comportarci in sua presenza.

Innanzitutto precisiamo che non si tratta di un “neologismo”, ma è il termine tecnico per descrivere il fenomeno della pioggia che gela a contatto con le superfici (gelicìdio, dal lat. gelicidium, comp. di gelu «gelo» e tema di cadĕre «cadere»). E’ conosciuto anche come ”vetrone” o ”vetroghiaccio”.

Questo si verifica in presenza di temperature attorno o inferiori allo zero in prossimità del suolo e con uno strato della colonna d’aria più mite in quota. Di conseguenza non cadrà neve, ma pioggia che congelerà all’instante a contatto con le superfici. Nei bollettini meteorologici e di allertamento viene difatti indicato come pioggia che gela.

In presenza del gelicidio possono verificarsi:
– Disagi alla circolazione stradale, anche ciclo-pedonale, con eventuali rallentamenti o interruzioni parziali della viabilità.
– Disagi nel trasporto pubblico, aereo e ferroviario.
– Cadute di rami spezzati con conseguente interruzione parziale o totale della sede stradale.

Le condizioni favorevoli alla presenza di pioggia che gela sono:

  • presenza di uno strato freddo in prossimità del suolo con temperature pari o inferiori a zero gradi.
  • correnti più miti e umide in quota, solitamente associate al transito di una perturbazione atlantica.

Dove risulta più frequente?

In Emilia-Romagna risulta più frequente sui settori emiliani centro-occidentali, specialmente nelle aree montane, nelle valli e nelle conche, mentre risulta meno frequente sulla parte orientale della regione. Questo perché l’arrivo delle perturbazioni favorisce ventilazione meridionale che tende a far salire rapidamente le temperature tra Romagna ed Emilia orientale, mentre andando verso ovest è più facile incontrare zone dove l’aria fredda si accumula e ristagna.

Si riesce a prevedere?

Dal punto di vista della previsione si riescono ad individuare abbastanza bene le condizioni favorevoli per un episodio di gelicidio. Tuttavia il fenomeno dipende tanto da condizioni locali, non sempre ben individuabili dai modelli. Di conseguenza si può esprimere la probabilità di accadimento in una determinata area ma senza poter scendere in dettagli eccessivamente localizzati dal punto di vista spaziale.

Per la previsione può essere utile disporre dei nomogrammi di Herloffson che possono aiutare a comprendere la presenza di condizioni propizie per la pioggia che gela.

La pioggia che gela è uno dei fenomeni meteorologici significativi ai fini dell’allertamento, e viene valutata nel periodo compreso tra ottobre ed aprile. Per le caratteristiche climatiche del nostro territorio risulta poco probabile nel periodo compreso tra maggio e settembre.

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