Un’estate da schifo?

Il mese di Luglio sta mostrando una variabilità molto spiccata, di cui chiaramente si fa un gran parlare. Nelle ultime settimane son risultati numerosi gli eventi intensi o estremi. Cerchiamo ora di riportare il tutto entro i binari della scienza, anche perché in queste situazioni il fattore emozionale può giocare “brutti scherzi”.

Siamo a metà Luglio, al “giro di boa” dell’estate meteorologica, che volgerà alla conclusione il 31 Agosto. Facciamo un primo bilancio, cercando di riportare sui binari della scienza la valutazione sulla stagione nel suo complesso.

Il titolo è volutamente “emozionale”, semplicemente perché ripercorre il pensiero espresso in molti commenti, sia sui nostri canali social, sia ascoltando le persone della nostra zona parlare al bar e via dicendo.

“Un’estate da schifo”, oppure “Estate pazza”, oppure ancora “Estate che non da tregua”.

Iniziamo a fare le opportune distinzioni.

Il mese di Giugno è stato caratterizzato da temperature superiori alla media, per gran parte del mese, con l’anomalia molto accentuata nelle ultime due settimane, per effetto di un’intensa ondata di caldo che ci ha coinvolto.

Di fatto, il primo mese dell’estate meteorologica è risultato il terzo più caldo di sempre dopo il 2003 e il 2017 nella nostra regione.

Accade quindi che, la predominanza dell’anticiclone venga disturbata, e tale disturbo permette il passaggio di aria più fresca in quota. Tutto il calore delle giornate precedenti funge da “carburante” per la formazione di temporali anche molto intensi, che dan luogo a grandine e raffiche di vento. È il caso di Sabato 22 Giugnounico giorno “di pioggia” del mese, che ha visto fenomeni molto intensi specie in Emilia.

Dopodiché, il secondo, marcato peggioramento, quello della settimana appena conclusa, che ha visto grandine di grosse dimensioni e persino un tornado interessare la nostra regione.

Si è trattato di eventi concentrati in pochi giorni, rispetto ad esempio, a un mese di Giugno quasi sempre stabile e soleggiato, seppur con temperature molto elevate. Ciò deve far riflettere anche sull’impatto che questo caldo, visto da molti come “bel tempo”, può avere in un secondo momento sul territorio.

Di certo, gli eventi degli ultimi giorni sono risultati intensi o estremi, e andranno annotati per poi valutarne l’aumento effettivo nel corso degli ultimi anni. Ricordiamo che non è sufficiente la sensazione “a pelle” dell’aumento degli episodi estremi, bensì è necessario avere dati validati a disposizione. Quindi, anche se, molto probabilmente essi sono aumentati, bisognerà necessariamente determinare la percentuale di tale aumento e confrontarla con gli anni precedenti. Ricordando che, secondo l’ultimo rapporto IPCC, il cambiamento climatico va ad influire su intensità, frequenza, durata ed estensione dei fenomeni più severi. E se da un lato è vero che NON si può associare il singolo evento al cambiamento climatico, dall’altro risulta necessario analizzare questo aumento di frequenza.

Questo per dire che bisognerebbe uscire dal concetto “classico e colloquiale” di bel tempo e brutto tempo, parlando piuttosto di tempo stabile tempo perturbato. Questo perché anche il “famoso” bel tempo, può avere effetti diametralmente opposti, senza contare chiaramente, la forte anomalia termica con temperature molto alte, che già di per sé rappresentano una situazione difficile.

Quindi non è “un’estate da schifo” semplicemente perché Luglio si sta mostrando spiccatamente variabile(al massimo potrebbe esserlo per le persone che han subìto danni). Piuttosto è un’estate caratterizzata in partenza da una marcata anomalia termica, seguita da un periodo più “fresco” e variabile, che riflette le conseguenze del precedente.

Poi è chiaro, le condizioni perturbate possono rappresentare un forte disagio, specie se danno luogo a danni a causa dell’intensità dei fenomeni o del loro impatto sul territorio, ma per una valutazione “oggettiva” bisogna tenere a mente che lo sperare nel caldo in estate, perché “è estate e quindi deve essere caldo”, non porta certo a un risultato positivo.

È vero, l’estate statisticamente è il periodo più caldo dell’anno. Tuttavia le ultime estati ci han abituato a un caldo fuori dalla media, le cui conseguenze purtroppo, le abbiamo più volte sperimentate sulla nostra pelle.

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Foto in anteprima a cura di Stiv Gentili(fulmine) e staff C.M.E.R.