Come nasce un arcobaleno? E come mai a volte è doppio?

L’arcobaleno ci dona sempre uno spettacolo meraviglioso, ma come si forma? E come mai a volte è doppio? Vediamolo insieme

L’arcobaleno è un fenomeno ottico, legato alle condizioni meteorologiche, dovuto al passaggio dei raggi solari attraverso le gocce d’acqua in sospensione.

Nel momento in cui la luce, che sappiamo essere un’onda, attraversa le goccioline d’acqua, viene prima rifratta, poi riflessa all’interno e successivamente rifratta “in uscita”, mostrando i colori dello spettro del visibile. 

La quantità di luce che viene rifratta dipende dalla sua lunghezza d’onda: il blu (onde più corte) viene rifratto a un angolo più grande rispetto al rosso(onde più lunghe).

Difatti, osservando l’arcobaleno, si possono distinguere i vari colori, il cui ordine dipende dalla lunghezza d’onda e frequenza(che sono inversamente proporzionali) di ciascuna onda.

I colori sono, partendo da quelli la cui onda ha lunghezza inferiore, viola, indaco, blu, verde, giallo, arancione, rosso. 

E difatti, sono i colori dell’arcobaleno!

Perché a volte l’arcobaleno è doppio?

Nel caso in cui la gocciolina di pioggia attraversata dal raggio solare fosse sufficientemente “grande”, permetterebbe al raggio stesso di compiere come un “rimbalzo” al suo interno: in questa maniera diventa possibile al nostro occhio cogliere anche il secondo arcobaleno.

Questo fenomeno è detto arcobaleno secondario, il quale appare all’esterno del principale ed è appunto dovuto a una doppia riflessione del raggio solare all’interno delle goccioline d’acqua. In esso, l’ordine dei colori è invertito, con il rosso che si collocherà all’interno e il viola all’esterno.

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