Smog e COVID-19: correlazione non verificata

Una nota della Società Italiana di Aerosol (IAS) afferma come l’ipotesi presentata da alcuni scienziati nei giorni scorsi, non sia ancora verificata.

Vi ricordate la cautela che avevamo raccomandato nello scorso articolo quando abbiamo cercato di spiegarvi la notizia circolata secondo cui vi possa essere correlazione tra smog e diffusione dei contagi?

Bene, cautela più che mai necessaria, col senno di poi, se teniamo conto della nota pubblicata poco fa dalla Società Italiana di Aerosol (IAS), la quale, in riferimento all’ipotesi, sostiene la mancanza della verifica della medesima.

La Società Italiana di Aerosol (IAS), fondata nel 2008 e membro della European Aerosol Assembly (EAA), annovera tra i suoi soci circa 150 ricercatori esperti sulle problematiche del particolato atmosferico provenienti da Università, Enti di Ricerca, Agenzie regionali e provinciali per la protezione ambientale e dal settore privato.

Cosa viene spiegato nella nota?

Si riconosce che l’esposizione prolungata ad alte concentrazioni di PM favorisce una maggior esposizione a malattie respiratorie e cardiovascolari. Tali concentrazioni sono frequenti nelle aree della Pianura Padana, come spesso abbiamo scritto nei nostri articoli. Tuttavia, nel caso specifico del COVID-19, essendo una malattia in fase di studio, non si conosce un’effettiva differenza tra i contagiati dovuta all’esposizione dei medesimi alle elevate concentrazioni di PM.

È comunque possibile che un insieme di condizioni meteorologiche tipiche della Pianura Padana, quali temperature medie contenute ed alti tassi di umidità, possano creare un’ambiente che favorisca la sopravvivenza del virus.

Gli aspetti sopra indicati però non possono essere intesi come rapporto di causa-effetto tra la loro presenza e la maggior diffusione del virus.

Ciò che ruota attorno a questo nuovo virus è un sistema complesso e le “coincidenze” che possono apparirci semplici non sempre implicano la presenza di una correlazione diretta.

In conclusione?

Si conferma parziale e prematura l’ipotesi secondo cui esista una correlazione tra smog e aumento dei contagi da COVID-19. Tale ipotesi dovrà essere verificata con indagini approfondite ed estese.

Si ricorda come l’adozione di misure utili a ridurre le emissioni antropiche possa risultare utile al miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente e di conseguenza della salute in generale. Tuttavia al momento non vi sono sufficienti elementi per una correlazione diretta tra le medesime e la riduzione dei contagi.

In allegato l’informativa completa.

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