Appennino Emiliano: mai così tanta neve da almeno dieci anni

I primi due mesi dell’inverno sono stati molto dinamici con numerose perturbazioni e pochi periodi anticicloni. La frequente instabilità si è tradotta in tanta pioggia per le pianure e tantissima neve sull’Appennino, dove per alcune zone la prima parte dell’inverno è stata da record almeno per gli ultimi dieci anni.

 

Dicembre 2020

Il mese più instabile è stato dicembre con frequenti impulsi perturbati Nord-Atlantici. Sui settori occidentali si sono registrate piogge record in pianura, mentre in Appennino tantissima neve. A causa delle temperature miti in pianura la neve è arrivata solo tra 2 e 3 dicembre e il 28 dicembre sull’Emilia Occidentale. Il mese, dunque, è stato estremamente piovoso in pianura e molto nevoso in Appennino, ma solo a quote alte, con una forte differenza di accumuli tra collina e crinale, specialmente dai 1000m in poi.

Dove le temperature hanno consentito quasi sempre la caduta della neve gli accumuli sono stati da record. Il nostro staff ha documentato circa 426 cm di neve caduta durante il mese di dicembre al Rifugio Segheria, 1410m sull’Appennino Reggiano (attenzione: non si tratta del massimo accumulo al suolo, ma della somma di tutte le nevicate).

Gennaio 2021

Gennaio ha seguito l’orma del mese precedente, con frequenti periodi instabili e nuove abbondanti nevicate sull’Alto Appennino e saltuariamente sulle colline.
Gli unici deboli eventi nevosi in pianura sono stati registrati il 17 gennaio con rapidi rovesci nevosi fin sulle pianure tra est Emilia e Romagna.

Nella grafica le cinque località più nevose del nostro archivio.


Prima parte d’inverno da record

Tra i dati raccolti grazie al nostro progetto neve spicca il valore record di 664 cm di neve complessivi caduti al Rifugio Segheria (RE, 1410m). Il valore si riferisce alla quantità di precipitazione nevosa caduta tra novembre e gennaio, sommando gli accumuli di tutte le nevicate. Il massimo spessore di neve raggiunto al suolo è stato, invece ,di circa 240-250 cm registrati il 15 gennaio.

Tantissima neve anche a 1220m in località Presa Alta di Ligonchio, sempre sull’Appennino Reggiano, con 456 cm caduti da inizio inverno; massimo spessore al suolo di 170 cm circa, sempre a metà gennaio.  

Accumuli di questa portata si sono registrati grossomodo su tutta la fascia Appenninica Occidentale al di sopra dei 1200m, ma anche più in basso tra Piacenza e Parma come testimoniano i 322 cm di Monchio delle Corti (PR) a 900m. 

Sul Crinale da Piacenza a Modena i primi due mesi dell’inverno sono stati da record almeno per gli ultimi10 anni, ma per alcune zone d’alta quota tra Parma e Reggio Emilia ,probabilmente bisogna tornare agli anni ’80 con il famoso evento del 1985 per trovare accumuli di questa portata a fine gennaio.

Una fantastica testimonianza fotografica ci arriva dal Rifugio Battisti (RE) con circa 4 metri di neve al suolo, un accumulo che non si vedeva almeno dalla fine dell’inverno 2008/2009. Impressionante anche il confronto estate-inverno del Rifugio Rio Pascolo (RE)

Gli accumuli sono da considerare da record per la prima parte d’inverno, ovvero fino al termine del mese di gennaio, il paragone definitivo potrà essere fatto soltanto a stagione conclusa.

Per ulteriori informazioni e dati, contattaci alla mail info@centrometeoemiliaromagna.com 

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Concludiamo l’articolo con alcune immagini raccolte sull’Appennino Emiliano tra dicembre gennaio

 

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