Inverno 2020-2021: piogge e neve da record

Erano anni che l’inverno non risultava così dinamico in Emilia-Romagna: la stagione 2020-2021 ha visto piogge e neve da record, ecco il nostro resoconto con foto e dati aggiornati.

DICEMBRE 2020

Una vasta saccatura si è approfondita a inizio dicembre 2020 sull’Europa, interessando anche il nord Italia. L’avvezione fredda in quota e il contrasto accentuato con il contesto più umido e mite preesistente ha favorito lo sviluppo di instabilità intensa e diffusa, con fenomeni anche a carattere temporalesco.  La circolazione depressionaria ha continuato ad interessare in maniera persistente il Mediterraneo, favorendo diversi impulsi perturbati.

L’evento del 4-6 dicembre è risultato molto significativocon precipitazioni abbondanti e oltre 200 mm in 48 sull’Appennino. Si sono verificati importanti episodi di pienacon una rottura nell’argine del Panaro e conseguente alluvione delle aree circostanti.

Il mese è stato caratterizzato da nevicate eccezionali in Appennino: 

i dati che abbiamo raccolto grazie al progetto neve targato Centro Meteo Emilia Romagna recitano

  • 426 cm al Rifugio Segheria, 1410m sull’Appennino Reggiano
  • 280 cm a Presa Alta di Ligonchio, 1220 m sull’Appennino Reggiano
  • 174 cm a Monchio delle Corti, 880 m sull’Appennino Parmense
  • 103 cm a Barchi sull’Appennino Piacentino.

(valori riferiti alla somma di tutte le precipitazioni nevose di dicembre, non è il massimo spessore al suolo)

Ulteriori dati sulla neve aggiornati anche con gli accumuli di gennaio sono disponibili sulla nuova pagina dedicata all’ARCHIVIO STORICO DELLE NEVICATE  in EMILIA ROMAGNA> CLICCA QUI

Dopo una seconda decade maggiormente stabile, la terza decade ha visto nuova instabilità, con fenomenologia anche temporalesca nel giorno di Natale. Temporali fuori stagione, con anche presenza di grandine oltre ad ice pellets e snow pellets hanno riguardato l’Emilia e in particolare i centri urbani.

Nuove nevicate hanno interessato sul finire del mese la nostra regione, con accumuli significativi di 30-40 cm sulla pianura occidentale.

Il mese nel complesso è quindi risultato mite soprattutto sui settori orientali, con le anomalie più elevate nei valori minimi a causa della frequente copertura nuvolosa. Temperature massime inferiori alla norma solamente sulle province occidentali. A livello regionale l’anomalia di temperatura del mese di dicembre è stata di +2°C rispetto alla media 1961-1990 e +1°C rispetto alla più recente media 2000-2015.

Le precipitazioni sono state l’aspetto più interessante di questo mese risultando abbondantissime. A livello regionale è stato il dicembre più piovoso almeno dal 1961 con 210mm (mediati su tutto il territorio regionale), circa il triplo del normale e ben oltre al precedente record di 150 mm del 2009.  Alcune località di pianura hanno abbattuto record più che secolari, come nel caso di Piacenza con 258,2 mm (record dal 1871) e Parma con 271,2 mm (record dal 1878).

GENNAIO 2021

Il secondo mese dell’Inverno  è stato caratterizzato da elevata dinamicità e condizioni meteo-climatiche prettamente invernali.

Nel corso della prima decade (1-10 gennaio) si sono susseguite numerose perturbazioni nord-atlantiche con estrazione di aria artica, le quali han determinato nevicate abbondanti in Appennino, con occasionali fenomeni nevosi fin sulla pianura occidentale emiliana.
Sia nel giorno di CAPODANNO che durante lEPIFANIA 2021 la neve ha fatto la sua comparsa fino alle porte dell’alta pianura emiliana, con ingenti accumuli nevosi dalla collina verso le zone interne. Neve fino a quote medie anche sull’Appennino romagnolo.

Anche l’inizio della seconda decade (11-20 gennaio) è stata all’insegna di perturbazioni con neve fino a quote di pianura: il giorno 10 i fiocchi bianchi si sono spinti da Piacenza a Bologna, il giorno 11 episodi di nevischio hanno coinvolto anche la Romagna fin sulle aree costiere, pur senza accumulo.
Il 14-15 Gennaio un altro episodio nevoso fino a quote collinari ha interessato l’Emilia, neve da 600-700 metri in Romagna. Nel periodo 16-20 Gennaio la nostra regione è rimasta sotto l’influenza di correnti orientali fredde: i valori minimi si sono spinti di molti gradi sotto lo zero fin su pianura e costa, con –8°/-10°C nelle aree innevate.

La terza decade del mese (21-31 gennaio) è trascorsa con l’alternanza fra periodi perturbati, per effetto di correnti umide atlantiche e temporanee rimonte dell’Alta Pressione: nel complesso in questi dieci giorni le temperature hanno fatto registrare anomalie positive, a causa di richiamo di correnti sciroccali e libecciali.
Nonostante ciò, si sono registrati episodi di neve in Appennino, seppur a quote medio-alte.

I dati nivometrici che abbiamo raccolto grazie al progetto neve targato Centro Meteo Emilia Romagna recitano:

  • 223 cm al Rifugio Segheria, 1410 metri sull’Appennino reggiano;
  • 167 cm a Presa Alta, Ligonchio (RE), a 1220 metri sull’Appennino reggiano;
  • 148 cm a Monchio delle Corti, 880 metri sull’Appennino parmense;
  • 112 cm a Civago, 1018 metri sull’Appennino reggiano;
  • 69 cm a Barchi, 880 metri sull’Appennino piacentino.

(valori riferiti alla somma di tutte le precipitazioni nevose di gennaio, non è il massimo spessore al suolo)

Dal punto di vista delle temperature medie mensili, gennaio 2021 all’interno del trimestre invernale è stato il mese più freddo. A livello regionale in mese è risultato di +0,7°C superiore alla media di riferimento 1961-1990, ma debolmente più freddo rispetto al clima recente con uno scarto di -0,6°C sulla media 1991-2020. Le anomalie più negative si sono registrate nei valori massimi, mentre le temperature minime sono state più miti soprattutto grazie alla frequente copertura nuvolosa.

Per quanto riguarda le anomalie di precipitazioni gennaio ha continuato sulla falsa riga di dicembre, risultando più piovoso della media. A livello regionale si stimano 104 mm caduti a fronte dei 65 mm previsti dalla media climatica 1961-2018: dunque si è registrato un surplus medio sul territorio regionale di 40 millimetri di pioggia, in virtù di una prima e terza decade di gennaio abbondantemente piovose e nevose.

FEBBRAIO 2021

L’ultimo mese del trimestre invernale è stato caratterizzato da un pattern circolatorio opposto rispetto a quello dei due mesi precedenti, con prevalenza di periodi anticiclonici, responsabili di precipitazioni  inferiori alla norma e temperature decisamente miti. Questa stabilità ci ha interessati durante la prima e la terza decade del mese, intervallata da una seconda decade del mese più dinamica. L’evento più significativo si è registrato a metà del mese, con la discesa di una consistente massa d’aria fredda da Nord-Est, che ha determinato un deciso calo termico e precipitazioni nevose tra il 12 e il 13 del mese, con qualche centimetro di accumulo fin lungo la Via Emilia e fino a 15/20cm di neve fresca in Appennino. Nonostante la Bora infatti, l’afflusso freddo è stato sufficiente per determinare la caduta dei fiocchi fin sulla costa.

Di seguito i dati raccolti tramite il nostro progetto neve:

La terza decade del mese ha invece visto il ritorno di condizioni stabili, con un’ondata di caldo fuori stagione, accompagnata da valori termici superiori alle medie del periodo anche di 8/10°C, sfiorando i record del 1998 e del 2019Queste condizioni hanno messo a dura prova la neve che tuttavia, complice l’accumulo davvero notevole, si è mantenuta rilevante fino al termine del mese alle alte quote, indicativamente a partire dai 1300m.

Nel complesso il mese è risultato molto mite, con importanti anomalie su tutto il territorio. Mediando le anomalie su tutti i capoluoghi si stima un’anomalia di circa +2,5°C sulla media recente 1991-2019, un valore davvero molto alto che occupa sicuramente le prime posizioni tra i mesi di febbraio più caldi di sempre.

In controtendenza con i primi due mesi dell’inverno le precipitazioni son state scarse e diffusamente inferiori alla norma. Mediamente a livello ragionale sono caduti 31 mm a fronte dei 70 mm del clima 2001-2020 con scarti più abbondanti sui settori centro-orientali; tra Emilia Orientale e coste si raggiungono deficit dell’ 80-90%.

Bilancio trimestrale inverno 2020-2021

L’inverno 2020-2021 sarà sicuramente ricordato per la spiccata instabilità e le abbondantissime piogge e nevicate in montagna.  Dal punto di vista termico l’inverno ,benché sia stato perturbato e molto nevoso sui rilievi, non è stato  freddo, ma al contrario ha fatto registrare un’anomalia positiva di circa +1°C sulla media recente 1991-2019, risultando quindi caldo.

Le piogge, molto abbondanti, a livello regionale sono stimate in 345 mm a fronte dei circa 210 mm previsti dalla climatologia, valore che dicembre aveva già interamente raggiunto singolarmente.
Gli scarti positivi più importanti sono stati registrati sull’Emilia Occidentale; a Parma è stato il secondo inverno più piovoso di una serie storica più che secolare: con 376,4 mm si classifica alle spalle del lontano 1901-1902 che fece registrare 437,9 mm.

 

Prendendo in esame l’inizio della stagione, alle piogge record sono corrisposte nevicate abbondantissime e probabilmente anch’esse da record sull’Appennino Emiliano per gli ultimi 30-40 anni considerando il periodo 1 dicembre – 15 gennaio, con oltre 7 metri complessivi registrati al Rifugio Segheria (RE).
A fine stagione, invece, complici le scarse precipitazioni di febbraio e le temperature molto miti, è probabile che troveremo anni con accumuli di neve nel complesso (novembre-aprile) superiori.

 

Le cause di questo inverno eccezionale

Quando si registrano eventi eccezionali così importanti, duraturi e diffusi non è mai un caso, ma a monte ci sono cause che prendono il via dalla circolazione atmosferica a grande scala.  In particolare le sorti invernali sono “pilotate” dalle condizioni del vortice polare. Fin da dicembre il quadro sinottico ha visto un vortice polare debole e fortemente disturbato (indice AO negativo) ed ,infatti, è stato un mese record per la nostra regione. A gennaio, grazie al contributo di un forte riscaldamento stratosferico (SSW), il vortice polare è rimasto ancora molto debole fino a raggiungere il picco di AO negativa intorno al 10 febbraio con ondate di freddo record negli USA e in Europa Centrale. 

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Perché l’ultimo inverno è risultato eccezionale

Report meteorologico del trimestre invernale 2020/2021 a cura di
Federico Antonioli, Elia Lombardi, Andrea Ricci e Mattia Lanzi – staff Centro Meteo Emilia Romagna

Per ulteriori informazioni sui dati raccolti e sul nostro report scrivete una mail a info@centrometeoemiliaromagna.com